Monumenti e bellezze naturali di Capo Vaticano
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Faro: è stato costruito nel 1870, ma attivato
15 anni dopo. Si poggia su di una roccia di oltre 110 mt
sul livello del mare. Una leggenda vuole che nell’antichità vi
fosse un oracolo (la profetessa Manto) che sostava sul
promontorio al quale i naviganti del luogo si rivolgevano
prima di affrontare il mare, prevedendo o scongiurando
l’ira dei mostri di Scilla e Cariddi (le correnti
marine dello stretto), visitandolo nella grotta dove dimorava,
che si trova sotto lo scoglio che prese il suo nome: Mantineo
(in greco Manteuo) che vuol dire "comunicare la volontà divina".
La torretta cilindrica bianca è sormontata da lanterna
poligonale di colore alluminio addossata ad un edificio
ad un solo piano. È alta 8 mt dalla base; ha una
portata geografica di 26 miglia ed una portata luminosa
di 32,6 miglia.
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Baia
di Grotticelle: tenendosi sulla destra verso il pinnacolo
a forma di
triangolo, e costeggiando la spiaggia,
si arriva ad una bellissima grotta, che sbuca nel mare;
nei giorni di bassa marea è possibile vedere
anche una minuscola spiaggetta internamente alla grotta.
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Baia
di Santa Maria: è rinomato il caratteristico
borgo di pescatori.
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Spiaggetta Praja di Fuoco: suggestiva insenatura di
mare cristallino.
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Chiesa
di S. Maria Lauretana: luogo di culto risale al XVI
secolo,
ma l’attuale struttura è stata
edificata all’inizio del XIX secolo. A questo
santuario tutta la popolazione di Ricadi e dei paesi
circonvicini
si reca lunedì in Albis per celebrare la "Galilea".
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Torri
di guardia: fatte erigere nel XVI secolo da Don Pedro
di Toledo,
vicerè di Napoli. Ne sono rimaste
solo tre nel territorio di Ricadi: Torre Marrana, Torre
Ruffa e Torre Balì. Originariamente erano cinque:
Torre Marrana, Torre S. Maria, Torre Marino, Torre
Ruffa e Torre Balì in S. Domenica di Ricadi
dove abitava il comandante di tutte le torri vicine
e dove vi era
l’occorrente per organizzare la difesa e dare
l’allarme
con lingue di fuoco di notte e con una colonna di fumo
di giorno. Alcune di queste torri hanno forma cilindrica,
altre tronco-conica e sono situate a circa 3 km di
distanza l’una dall’altra.
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Formicoli:
Forum Herculis, dove il possente semidio, di ritorno
dalla Spagna coi suoi armenti, trovò qui
abbondanti pascoli, in cui è stata scoperta
una necropoli bizantina.
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Lampazzone:
si può vedere, ancora funzionante,
un mulino ad acqua costruito nel 1700.
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Museo
d’Arte Contadina: espone circa cinquecento
reperti che raccontano vari momenti di vita rurale, attrezzi
ed utensili per la lavorazione del lino e delle fibre
di ginestra, nonché vasellami vari.
Testi: Stefania Maffeo
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